La Primavera se ne frega

La primavera se ne frega che stiamo chiusi in casa. La primavera se ne frega di te che continui ad alzarti ogni mattina per andare a lavoro. Che poi ci pensi? Tu quel lavoro lo hai scelto proprio perché era un lavoro sicuro, uno di quelli che ti danno lo stipendio a fine mese e il contratto a tempo indeterminato.

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Te lo ricordi quando hai messo quella firma e hai festeggiato? Quello era il tempo in cui si alzavano i bicchieri per brindare e potevi assaggiare le cose nel piatto del tuo amico, senza chiedere il permesso. Quelli erano i tempi in cui il tuo amico era solo un tuo amico e non ti faceva paura.

Ma tutto è cambiato e mentre anche oggi vai a lavoro ti accorgi che un passante cambia marciapiede per non incrociarti. Abbassate gli sguardi imbarazzati. “tengo la distanza, lo faccio per il mio bene e per il tuo”, sembra scusarsi il passante. E tu lo sai che è giusto così, ma ti chiedi se questo senso di vergogna che hai addosso passerà.

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Se quando la distanza sociale non servirà più sarai a tuo agio fra la gente. Se il mondo cambierà o se sarà più forte  la tendenza al tornare al prima, rassicurandoci che niente di brutto è successo.  Come se il tempo non fosse mai andato avanti, come se questi mesi non esistessero.

Ma la primavera se ne frega se tu senti che tutto è fermo, se ne frega della paura, del cambiamento, della distanza sociale. Se ne frega della morte. La primavera se ne frega e arriva così una mattina come un’altra. La primavera se ne frega e porta con sé la Speranza.

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