L’autismo e il futuro

Per la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo vi consiglio il film Alla Ricerca di Dory .

Matthew Rozsa, giornalista con la sindrome di Asperger, ne ha evidenziato gli aspetti, a mio parere, migliori.

Partiamo dall’inizio: i genitori di Dory, riconoscendo i problemi legati alla memoria corta della pesciolina, sono preoccupati per il suo futuro.

“La mamma di Dory piange isterica, terrorizzata all’idea che la figlia non ce la farà da sola e gli sforzi del padre di rassicurarla aiutano più lui che lei.”

Rozsa parla di Dory, ma rivede in queste scene Disney anche la sua storia e quella di qualsiasi bambino con disabilità.

“Non ci sono molti film che dipingono le difficoltà di vivere con una disabilità così bene come Alla Ricerca di Dory. Uno dei pregi del film è che, invece di focalizzarsi su una specifica condizione, utilizza la caratteristica di Dory di soffrire di perdita di memoria a breve termine come una rappresentazione della disabilità in generale.

Infatti, il filo conduttore che lega la rappresentazione di queste condizioni non è un particolare sintomo, bensì l’incapacità di Dory di rispondere alle aspettative del resto della società su chi sia un individuo che funziona.

Tutti intorno lei si ricordano le cose, perciò danno per scontato che anche lei sappia farlo. Quando non ci riesce, la colpa ricade su di lei.

Quando passi tutta la vita a sentirti dire che sei “diverso”, ti ritrovi a chiedere scusa un sacco (come fa Dory nel film), giusto per essere sicuro di aver inavvertitamente commesso qualche errore.

Ti dai la colpa di tutti gli ostacoli che i tuoi genitori devono affrontare (di nuovo, come Dory), e quando incontri qualcuno che ti accetta per quello che sei, o che addirittura ti dice che le tue debolezze possono diventare punti di forza, questa rivelazione ti colpisce come un fulmine”.

Trovate l’articolo in inglese completo sul sito di Matthew Rozsa

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