Perchè si odia? Psicologia dell’hater comune

Come si diventa haters?

Il termine hater può essere tradotto in italiano con odiatore, colui che odia. Ma chi sono gli haters? Prima di diventare un hater di professione ci sono diversi passi e passaggi… Diciamo che possiamo immaginare un continuum in cui nel mezzo c’è chi di tanto in può scivolare nel commento dilatorio senza nessuna ragione apparente.

Gli haters siamo noi. Non è una provocazione qualsiasi questa. Infatti dietro al “mestiere” di haters si possono nascondere diverse motivazioni, ognuna con un risvolto psicologico comune.

  • Sfogo della rabbia: l’incapacità di esprimere la propria rabbia sull’oggetto/persona/situazione da cui si è generata. Reprimere la rabbia e annullare il conflitto porta a sentirsi deboli e fragili nella vita fuori dal pc. Con uno schermo davanti le cose sono diverse, ci si sente forti, quasi onnipotenti.
  • Occupazione del tempo libero: scrivere un commento che “acchiappa like” può portare nuove notifiche, nuovi amici virtuali. Una conversazione fatta di botta e risposta può prendere lo spazio di ore in cui non si aveva niente da fare.
  • “Guarda quanto sono figo”: usare mezzi e modalità spietati per farsi notare dagli altri è un modo per farsi notare. Andare controcorrente genera notorietà, nel bene o nel male. Il post sale, le visualizzazioni crescono, i like aumentano.

Da qualsiasi parte si guardi cosa spinge un utente facebook, una persona, a diventare un hater c’è una certezza: a volte hanno bisogno di aiuto più delle loro vittime.

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