Cos’è l’adhd? Il disturbo dell’attenzione con iperattività: di che si tratta e come si manifesta

Cosa vi fa pensare che vostro figlio abbia l’adhd

Vi rendete conto che vostro figlio non riesce a rimanere seduto come i suoi coetanei, si alza e si sposta continuamente, spesso tiene qualcosa in mano e ci giocherella continuamente e non riesce a fare una cosa per volta. Vi siete chiesti come è possibile che non si stanchi mai e vi sembra che ogni tanto sia in un mondo tutto suo. A scuola gli insegnanti vi dicono cose come “non ascolta, non sta attento, perde tutto, non riesce a fare i compiti e fa un sacco di errori”. Potrebbe trattarsi di un caso di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder o ADHD).

La diagnosi di adhd
Si stima che l’incidenza della ADHD sia tra l’8 % e il 12 % tra i bambini e gli adolescenti in tutto il mondo, il 50 % dei quali continua a presentare i sintomi anche in età adulta. Con l’adhd possono coesistere altre difficoltà come un disturbo dell’apprendimento o disturbo della condotta e oppositivo-provocatorio. Spesso la diagnosi di adhd viene effettuata durante gli ultimi anni delle scuole elementari. Il nucleo sintomatologico dell’adhd consiste in tre aree: impulsività, iperattività, disattenzione.

difficoltà comuni per un bambino con adhd

I bambini con ADHD hanno difficoltà a stare attenti ad organizzazione e a svolgere compiti scolastici, a completare i compiti loro assegnati, e si distraggono facilmente. Possono anche mostrare un comportamento impulsivo, a volte mettersi nei guai, non riconoscere situazioni pericolose e a volte agire in maniera inappropriata.

Queste caratteristiche possono rendere la vita della persona con adhd e della sua famiglia una sfida quotidiana. Pensiamo infatti come la difficoltà a prestare attenzione e a regolare le proprie risposte comportamentali, a volte agendo prima ancora di avere coscienza di farlo, possa avere delle conseguenze per la loro vita sociale, scolastica e lavorativa.

Principali manifestazioni dell’adhd nell’evoluzione della persona:

SCUOLA DELL’INFANZIA

Quasi tutti i bambini manifestano difficoltà di attenzione, impulsività e spesso iperattività. Per questo motivo è difficile fare una diagnosi di ADHD a 3 ,4, 5 anni. Il tratto distintivo del bambino con adhd a questa età consiste nella difficoltà nel rispettare le regole.

SCUOLA PRIMARIA

La Scuola Primaria richiede agli allievi impegno, responsabilità, livelli attentivi, competenze ed autonomie ben più complesse rispetto alla Scuola dell’Infanzia. Queste nuove richieste, provenienti dall’ambiente, producono molte difficoltà all’allievo ADHD e contribuiscono a far aumentare il divario tra lui e i suoi compagni. In questa fascia d’età, iniziano a presentarsi diversi problemi di relazione e comunicazione con i coetanei e possono iniziare anche processi di esclusione e di emarginazione. Durante le attività in classe il bambino può manifestare isolamento, disinteresse o opposizione. A casa, i compiti vengono eseguiti con estrema difficoltà e richiedono un impegno continuo ed una pazienza enorme da parte dei genitori. Le stesse difficoltà presenti a scuola e a casa spesso si manifestano anche in altri contesti, da quello sportivo a quello ludico.

ADOLESCENZA

Nella maggior parte dei casi si assiste ad una attenuazione della sintomatologia, soprattutto per quello che riguarda il comportamento iperattivo. D’altra parte può emergere una sorta di pigrizia generalizzata, il disinteresse per il mondo circostante, e un tono dell’umore molto basso. Le difficoltà di relazione con gli altri aumentano enormemente, tanto da compromettere le amicizie e la partecipazione alla vita di gruppo.

ETÀ ADULTA

Nell’età adulta, molte di queste persone manifestano problemi legati alla stabilità emotiva, problemi con la giustizia e d’inserimento lavorativo. Una minoranza, invece, pur mantenendo delle minime difficoltà in alcune aree, riesce a lavorare così bene sulle sue difficoltà da trasformarle in risorse.

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