Alcol e adolescenza: amici, famiglia e mass media

Il primo amore non si scorda mai. Che dire invece del primo bicchiere? Di solito il primo approccio con l’alcol avviene tra gli 11 e i 14 anni in famiglia in occasione di feste e ricorrenze.

Alcol e contesto familiare
Anche “dopo il primo bicchiere” non sono rare le occasioni in cui il consumo di alcolici avviene alla presenza di un familiare. I significati attribuibili al consumo alcolico possono essere i più svariati e hanno a che fare con il motivo per cui si beve. Per esempio, se il genitore usa l’alcol per brindare, il ragazzo avrà più probabilità di interiorizzare un modello di bevuta legato alla convivialità e all’allegria condivisa. Se invece l’alcol viene assunto in dosi massicce fino a stordirsi, potrà essere interiorizzato un modello di uso/abuso. Inoltre i genitori consumatori e con atteggiamenti tolleranti verso il consumo di alcol sembrano crescere figli con la stessa abitudine.

Alcol e genitori

Oltre all’atteggiamento nei confronti dell’alcol conta anche lo stile educativo. In generale, si presume che un buon monitoraggio parentale possa promuovere relazioni emotivamente appropriate sia con i genitori che con i pari. Vale a dire che per garantire un buono sviluppo relazionale del preadolescente è necessario che disponga di un controllo sia esterno che interno. Poter contare su un monitoraggio parentale adeguato aumenta la resistenza alla pressione dei coetanei, proteggendo i più giovani dal consumo eccessivo di alcol.

alcol e amici
La frequentazione di un gruppo deviante dei pari sembra influenzare in modo significativo l’approccio giovanile dell’uso e dell’abuso di alcol e il suo mantenimento anche nelle fasi successive.

Molto dipende dalla relazione che si instaura tra i membri del gruppo in termini di confidenza, intimità e potere: all’interno di frequentazioni di gruppi con relazioni paritarie, il giovane sarà più in grado di mantenere la propria autonomia decisionale. Invece se vi sono relazioni sbilanciate in termini di potere, il ragazzo è più spinto ad adottare comportamenti a rischio. Ciò avverebbe perchè, in condizione di pressione sociale, sarebbero più frequenti le condotte devianti.

Alcol e legge in Italia

In Italia la legge n.189 del 2012, vieta la vendita di bibite alcoliche e superalcoliche ai minori di 18 anni.
Si ritorna quindi al concetto di autoregolazione: la capacità di regolare le attività, scegliere degli obiettivi e le strategie per realizzarle, sono fondamentali per l’adolescente per mantenere un livello di motivazione adeguato. Questo anche quando i risultati non appaiono immediatamente verificabili o risultano limitanti rispetto ad altri di più immediata realizzazione e gratificazione, come nell’uso di sostanze alcoliche.

L’esposizione dei più giovani all’uso e all’abuso di alcol da parte dei genitori, oltre alla facilità con cui le bevande alcoliche sono reperibili all’interno della stessa abitazione, rappresentano quindi dei fattori di rischio che possono predirne l’uso nelle fasi successive dello sviluppo.

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